martedì 24 febbraio 2026

La Voce al Bivio

La saggezza non chiama forse? L’intelligenza non fa udire la sua voce? … poiché la saggezza vale più delle perle, tutti gli oggetti preziosi non la equivalgono. Proverbi 8:1,11

Laís si trovava a un bivio, ma non in una strada vera e propria. Era un bivio silenzioso, nel mezzo della cucina della sua lussuosa casa, mentre preparava la colazione per suo marito, Rubens. Da un lato, il sentiero della sicurezza: una vita di comfort materiale, status sociale e la stabilità che Rubens le offriva. Dall’altro lato, un sentiero incerto, coperto di nebbia, che prometteva solo una cosa: la sua anima indietro.

Rubens non era un mostro. Era peggio. Era un maestro della manipolazione sottile. Le sue critiche arrivavano mascherate da “premura”, il suo controllo, da “protezione”.

“Indosserai davvero quel vestito, amore mio? Non ti valorizza,” diceva, minando la sua fiducia. “Lascia che mi occupi io delle finanze. Tu non hai la testa per queste cose,” insisteva, mantenendola in una dipendenza infantile.

La voce della saggezza, tuttavia, chiamava. Non urlava; sussurrava.

Chiamava “sulle alture” della sua memoria: il ricordo della donna forte e indipendente che era prima di sposarsi, la professionista competente che aveva abbandonato la carriera su sua richiesta.

Era “lungo la via” nelle sue visite in libreria, dove i suoi occhi erano attratti da libri sulle relazioni e l’autostima. Li sfogliava di nascosto, provando un misto di vergogna e riconoscimento.

Era “alle porte della città”, nella voce di sua sorella, che le diceva al telefono: “Laís, questo non è normale. L’amore non sminuisce, non imprigiona.”

E gridava “agli ingressi”, nello sguardo preoccupato dei suoi pochi amici, che Rubens aveva sottilmente allontanato dalla sua vita.

Ma la voce della paura gridava più forte. La paura dell’incertezza, di non riuscire a mantenersi, di essere giudicata dalla società, di rimanere sola. L’argento e l’oro dello stile di vita che Rubens le offriva sembravano più preziosi dell’istruzione che la sua anima anelava.

Il punto di rottura arrivò un martedì sera. Rubens aveva organizzato una cena per un potenziale cliente. Laís passò l’intera giornata a preparare tutto. Durante la cena, osò dissentire su un punto di vista politico di Rubens. Fu un dissenso leggero, educato.

Più tardi, dopo che l’ospite se ne fu andato, la furia di Rubens esplose, fredda e tagliente. “Mi hai umiliato,” disse, a bassa voce. “Mi hai fatto sembrare uno sciocco di fronte a un uomo importante. Chi ti credi di essere per avere un’opinione?”

Quella notte, Laís non dormì. Le sue parole le echeggiavano nella mente. Si rese conto, con una chiarezza dolorosa, che lui non la amava. La possedeva. E il prezzo della sua sicurezza era il suo silenzio, la sua identità.

La mattina seguente, in cucina, mentre l’aroma del caffè si mescolava all’odore della sua angoscia, si ritrovò al bivio finale. La voce della saggezza chiamava più forte che mai, non più come un sussurro, ma come un grido d’allarme.

Guardò l’auto di lusso in garage, i mobili costosi, l’oro al suo dito. E, per la prima volta, li vide per quello che erano: pesi, non premi.

Si tolse il grembiule. Andò in camera da letto, prese una piccola valigia e ci mise dentro solo l’essenziale. Lasciò l’anello di diamanti sul letto. Uscendo dalla porta principale, provò un terrore paralizzante, ma anche una ventata di aria pura, come se stesse emergendo da un luogo sommerso.

Il cammino davanti a lei era sconosciuto. Non aveva un lavoro, né una casa, né un piano. Ma aveva sé stessa. E aveva scelto. Aveva scelto l’istruzione invece dell’argento, la conoscenza invece dell’oro. Aveva scelto la saggezza. E, sebbene non sapesse dove stesse andando, per la prima volta dopo molti anni, sentiva di essere, finalmente, sulla strada giusta.

(Realizzato con IA)

Questo racconto fa parte del mio libro Saggezza Quotidiana

https://books2read.com/u/mqLxkZ

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